pensierifluidi

2 febbraio 2012

Cose in comune

Filed under: Pagine sparse,pensierifluidi — franpiedifreddi @ 15:32
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Stamattina, per via della neve, ho preso l’autobus per andare al lavoro. No, non ci sono strade bloccate o tormente siberiane, ma ieri sera ho trovato un buon parcheggio per la macchina e non mi andava di spostarla.

Durante il viaggio ho letto questa cosa di Paolo Nori e ho pensato che a volte capita di avere molte cose e abitudini  e stati d’animo in comune con la pagina di un libro.

 

   Lo sai cosa penso, quando sono a casa che mangio? Penso che con questi spaghetti seiecinquanta e con il sugo Barilla millenovesettanta, mi faccio delle paste come si deve, devo dire.
   Di notte, cosa faccio? Di notte ascolto la radio. Cosa ascolto? Ascolto della musica. Ascolto degli scrittori che leggono i libri. Che libri leggono? Leggono i libri che gli piacciono.
   Allora io, generalmente, non lo so, se ho fiducia o no. Hai fiducia nel prossimo? Non lo so. Dipende. Hai fiducia nelle autorità? No. Hai fiducia nel futuro? Vedremo. Hai fiducia nell’Europa? No. Hai fiducia nel sindacato? No. Hai fiducia nel mercato? No. E allora, in cosa hai fiducia? Ho fiducia nell’udito. Nell’udito? Sì. Che udito? Il mio.
   In una voce ci sono già un sacco di cose. Nel suono di una voce, ci sono già tutte le cose che quella voce può dire. Non solo. Una voce, se è brutta, non può dire niente di bello. Una cosa bella detta da una voce brutta, mai successo. E viceversa. Ne ho sentita una, di queste voci, per radio. Lo sai come sono queste voci? Non lo sai. Sono piene di buoni sentimenti. Tanto buono, quello che legge. Buonissimo. Io, le persone buonissime, non ho fiducia. Anzi. Io, di persone buonissime, non ne conosco. Mai incontrato, uno buonissimo. Gente con la voce piena di buoni sentimenti, sì. Non mi piacciono.
   Questo qui è uno scrittore che legge un libro che gli piace, e quel libro piace anche a me. Ma lo legge con una voce che fa schifo, quel libro.
   Allora vado a letto prima, stanotte, a leggere i libri in silenzio. Poi spengo la luce, mi stendo, sai cosa penso? E questa solitudine? penso. Questa solitudine di spaghetti, di trasmissioni radiofoniche? Eh? Delle volte, mi dico.

(Bassotuba non c’è, Paolo Nori)

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31 agosto 2010

Una lista delle cose che..

Filed under: pensierifluidi — franpiedifreddi @ 22:14
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.. di recente mi hanno commosso, fatto venire il magone, la pelle d'oca, le farfalle nella pancia, gli occhi lucidi.. insomma, ci siamo capiti.
  • Eddie Gomez che suona Love Letter (to my father) nella piazza di Mori, l'altra domenica
  • leggere Meccanica Celeste di Maurizio Maggiani
  • questo post e anche questo e, naturalmente, questo..
  • rivedere Di madre in figlia con mia nonna
  • la scena finale di Lost 6×14
  • Carmen Consoli e Quello che sento ai Suoni delle Dolomiti
  • la luce che c'è alle sette del mattino sull'Altopiano di Asiago
  • rivedere I ponti di Madison County (sì, d'accordo.. questa me la sono cercata, manco l'hanno dato in tv.. e chi sa, capisce..)
  • vedere alcuni scatti fatti un anno fa dall'altra parte del mondo diventare una specie di documentario..
  • il pensiero del gesto ripetuto e, immagino, istintivo, di raddrizzare le gambe del mio tavolino Lack Ikea nero..
.. e poi ce ne sono altre che ora non mi vengono in mente, che questo è un tempo un po' così, di quelli con la voglia di fare progetti tipica del settembre che arriva, il solito desiderio di volo ma i pensieri un po' a senso unico, il freno a mano tirato.

24 giugno 2008

Parole, parole, parole

Filed under: pensierifluidi — franpiedifreddi @ 15:43
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Domenica d’estate, torrida e afosa, in una città della Bassa, in cui, per qualche ragione probabilmente riconducibile alle teorie e pratiche di certi sindaci trevigiani, scarseggiano panchine e fontanelle.

È un raccontino difficile da scrivere, questo.
Dopo aver trascorso una giornata bevendo insaziabilmente parole scritte, lette, citate e recitate da illustri intellettuali, come posso riuscire a non abusare di questo strumento, le parole, per tentare di raccontare gli accadimenti? O filosofeggiare in maniera spiccia, la mia maniera, sui pensieri, i miei pensieri, così vicini eppure così lontani alle elucubrazioni letterarie di chi lo fa per professione?
Ci vorrebbe una panchina. E una fontanella.
Una panchina per fermarsi un momento all’ombra; una fontanella per rinfrescare le mani, gli occhi.
Ripensare a quel tavolo improbabile, al piatto di tortelli, al Greco di Tufo, ai Bellocchio, Berardinelli, Marchesini, a me, nei panni di accompagnatrice dilettante che annuisce e sorride.. (ma come ci riescono le troniste e le veline a farlo di continuo, per professione?).. intervenire di rado, quando il tema non enfatizza la mia inadeguatezza, quando sentir parlare di tettismo, culismo, feticismo dei piedi, seppure in perfetto italiano, registro medio-alto, quando osservare i comportamenti derivati dal seguire 22 uomini che calciano un pallone, mi riporta ad altri tavoli, ad altri, più consueti, pranzi. (sono convinta che il calcio, in questo senso, sia molto egualitario..)
Ci vorrebbe una panchina. E una fontanella.
Una panchina per fermarsi un momento all’ombra; una fontanella per rinfrescare le mani, gli occhi.
Ripensare alla giornata intrisa di libri, cultura, personaggi, congetture, teorie, progetti.. un mondo bellissimo e affascinante al quale, però, non appartengo e in cui posso affacciarmi, timidamente, di rado, ascoltando, annuendo e sorridendo..
Ci vorrebbe una panchina. E una fontanella.
Una panchina per fermarsi un momento all’ombra; una fontanella per rinfrescare le mani, gli occhi.
Perchè continuo a non capire. Se questo “mondo”, e quanto in esso contenuto, mi è definitivamente precluso (ma da chi? Da che cosa?). Se esiste una partita di calcio ideale, una situazione assoluta, un luogo globale, di fronte ai quali le distanze si annullano, le distinzioni si minimizzano, i ranghi e le professionalità non contano.. e le parole non bastano.
Forse una panchina. Forse una fontanella.
Ma a Parma non ce ne sono.

Parole, parole, parole, parole, parole soltanto parole, parole tra noi
..

6 maggio 2008

I primi di maggio

.. e gli ultimi di aprile, in ordine rigorosamente sparso in un elenco puntato numerato letterato.

Primo.
Una delle mie migliori amiche si è sposata il primo maggio. Si, vabbè, lo so, io non ho amiche. Comunque, si è sposata e se ne andrà dall’altra parte dell’oceano, quello che nelle cartine europacentriche sta a sinistra.. se ne va a vivere dall’altra parte del continente, a ridosso di quell’altro oceano. Ma questa distanza, tutto sommato, non mi turba.. anche se.. ah, la suggestione..

*.
Il 25 aprile è successo che, come annunciato qui, c’è stata una festa, una bella festa, piena di bella gente, la festa che mi aspettavo. Quando si è in tanti a condividere qualcosa, l’emozione è più intensa, ci si sente più forti..
.. nonostante questo, temo sia iniziato un nuovo medioevo.. ah, la suggestione.. ma resistiamo, no?

c.
Che forse a qualcuno non è chiaro… La salsa fa parte della mia vita, ma non è la mia vita.. In alcuni momenti le priorità cambiano, si devono fare delle scelte. E, ogni tanto, decido di pensare a me stessa. E, questa volta, scelgo di mettere me al primo posto.
La suggestione m’ha preso la mano…

Quattro.
Sabato e domenica prossimi sarò a Civitas con Jardin de los niños. Venite a trovarmi? Daaai, vi insegno a fare i cestini con le striscioline di carta di giornale!

-.
Sto leggendo un libro e ieri sera pensavo che non sono mezza cieca, né mezza epilettica, non balbetto, nessuno mi ha mai violentata, non sono mai stata obesa, le mie inclinazioni sessuali non mi provocano squilibri di sorta, ho un lavoro a tempo indeterminato e una casa di proprietà.. vabbè, tra 19 anni..
eppure anch’io, ogni tanto, scivolo nell’oscuro abisso.
Se ti aspetti una storia per sognare o una vita da rubare, scordatelo.
La suggestione mi ha sparato a zero…

VI.
Il lungo weekend del primo maggio è stato per certi versi pesante.
La suggestione mi ha giocato un tiro
mi ha forse preso un pò in giro
Ma non è andata poi male…

7.
Prima o poi inizierò ad usare twitter con più costanza. Prometto!

1 giugno 2007

I libri non sono tutto…

Filed under: pensierifluidi — franpiedifreddi @ 10:53
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Ieri ho fatto una passeggiata nel cortile della mia ex mansarda.
In questi giorni, per il festival dell’Economia, Piazza Duomo è un’enorme libreria brulicante di gente e menti illustri. Nel tardo pomeriggio c’era Stefano Rodotà e Silvia, da brava giurista, cercava di stargli più vicino possibile per “assorbire un po’ di sapere”… ah, se bastasse l’osmosi!
Io, invece, ho rosicato da impazzire. C’erano tantissimi libri. Troppi. Parecchi avrebbero un posto in prima fila nella mia libreria, se avessi una libreria (…sig!) Molti sono nella pila in attesa di lettura (che assomiglia sempre di più alle liste d’attesa dei codici bianchi al pronto soccorso). Una buona parte, mio malgrado, non riuscirò mai a leggerli.
Mi rammarico quando penso all’avidità di lettura, alla bramosia di parole stampate, alla consistenza della carta, al fruscio delle pagine, alla danza dello sguardo che scorre tra le righe, alla necessità di una messa a fuoco, di capire, al tentativo di un riconoscimento attraverso le parole.
Voglio leggere! Voglio avere più tempo per leggere!
E invece l’ultima azione della giornata si risolve sempre più spesso nello scorrere il quotidiano, la prima pagina, poi l’ultima e poi via via tutte le altre, alla rovescia… una lettura rapida a titoli, sottotitoli e catenacci, un po’ più attenzione ai reportage, all’elzeviro, alla pagina 3… ma la madrugada incombe, lo sbadiglio si fa frequente e la palpebra calante. Chiudo il quotidiano e nello spegnere la luce scivola uno sguardo colpevole sul comodino dove lascio i libri, nuovamente disonorati, per consegnarmi alle fascinose braccia di Oniro.

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