pensierifluidi

8 marzo 2010

otto di marzo

Filed under: Cuciniamo insieme,pensierifluidi — franpiedifreddi @ 12:47
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Non ho mai amato molto questa "festa".
Non ho mai voluto esprimere un'opinione su questa festa.
Ma per siamodonne.it, oggi, ho scritto questa cosa qui.

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COCADA – DOLCETTI AL COCCO
(UNA STORIA DI DIRITTI, DI LAVORO E DI DONNE)

Ingredienti: 5 tazze di cocco fresco grattugiato fine, 4 tazze di latte, 3 tazze di zucchero, 4 tuorli d’uovo, 2 cucchiai di mandorle o arachidi tostati e tritati, cannella a piacere

Cuocere a fuoco basso, in una casseruola, il cocco, il latte, lo zucchero e la cannella, mescolando di continuo per amalgamare il composto. Togliere dal fuoco e lasciare riposare per 15 minuti. Aggiungere a filo i tuorli sbattendo costantemente. Una volta mescolati bene gli ingredienti, rimettere sul fuoco e fare addensare. Depositare delle piccole quantità della pasta ottenuta, della grandezza opportuna per ottenere dei biscotti, su una lastra unta o carta da forno, quindi spolverare con le mandorle o gli arachidi tritati e mettere in forno a dorare.

La cocada è un tipico dolce esmeraldeño, di Esmeralda, città e provincia costiera, sulle sponde del Pacifico, nel nord-ovest dell’Ecuador, e da qualche anno è diventata una forma di sostentamento per molte famiglie della provincia verde.

Decine di abitanti delle località di Esmeralda si sono uniti in associazioni di produttori, dedicandosi alla preparazione di questo dolce e, grazie all’intervento di Maquita Cushunchic Comercializomos Como Hermanos (MCCH), all’esportazione mondiale. La collaborazione con CTM – Altromercato, permette di trovare la cocada e altri prodotti anche in Italia, negli scaffali dei negozi del circuito del commercio equo.
Il nome dell’organizzazione da già una chiara idea della sua identità e del suo spirito: Maquita Cushunchic Comercializamos como Hermanos. Questo nome, metà in quechua e metà in spagnolo, significa più o meno: “Uniamo le mani e commerciamo come fratelli“.

al mercado
MCCH è un’organizzazione nata nel 1985 da un’esperienza di commercializzazione comunitaria nei quartieri a sud di Quito. L’obiettivo principale è di rendere più giusti i rapporti di scambio e di commercializzazione dei prodotti sia in città che nelle zone rurali. Il problema maggiore per gli artigiani di queste zone è rappresentato infatti dagli intermediari che acquistano i prodotti finiti a prezzi a volte inferiori ai costi di produzione.
I gruppi artigiani da cui acquista MCCH sono costituiti prevalentemente da donne. Partendo dal concetto di uno sviluppo umano sostenibile, MCCH si adopera affinché si raggiungano efficienza efficacia e competitività nel campo economico; partecipazione, giustizia e diritti sociali nel campo sociale ed, infine la sostenibilità nel settore ambientale.

Oggi MCCH è una grande onlus di consumatori e di commercializzazione di prodotti di numerosi gruppi, in tutto l’Ecuador, ma non solo. Nel momento in cui un’organizzazione entra in contatto con artigiani, agricoltori, comunità, famiglie, i settori di intervento diventano molteplici.
Uno dei più importanti è il “coordinamento delle donne” che, oltre ad organizzare la produzione dell’artigianato e altre attività connesse, come la consulenza tecnica e la commercializzazione, offre corsi di formazione nei campi dell’educazione e della sanità.

Uno degli obiettivi di sviluppo del millennio dell’ONU è quello di “Promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne”.
sierra La povertà ha un volto femminile. Il benessere globale e la pace potranno essere raggiunti solo quando tutte le persone del mondo avranno il potere di disporre delle proprie vite, e di provvedere al sostentamento delle proprie vite e di quelle dei loro familiari. Le società nelle quali le donne sono trattate in modo più equo si riservano un’opportunità molto più alta di raggiungere gli Obiettivi del Millennio entro il 2015. Ogni singolo Obiettivo di Sviluppo del Millennio è direttamente collegato ai diritti delle donne, e le società in cui le donne non godono degli stessi diritti degli uomini non riusciranno a raggiungere lo sviluppo in modo sostenibile.

Ricordiamolo, donne, stasera, mentre festeggeremo la nostra festa ridendo e ballando. Ricordiamo che per festeggiare davvero c’è bisogno che quell’obiettivo del millennio sia raggiunto, c’è bisogno che non esista una giornata per “festeggiare” le donne o per sensibilizzare il mondo sui “diritti delle donne lavoratrici”. Quando quell’obiettivo sarà raggiunto, basterà la festa del Primo Maggio.

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3 novembre 2009

Cambi di stagione

.. stamattina, con ancora quel profumo tra i capelli – che a volte succede qualcosa di dolce e fatale – , ho aperto la finestra e c’era la neve.. come svegliarsi e trovare la neve. Ma solo una spruzzatina, sulla cima del monte, verso ovest.. e pochi metri più sotto tutte le sfumature dei colori dell’autunno. Perchè, sì, l’autunno è appena arrivato. E sarebbe bello viverlo bene, viverlo tutto, senza che il gelo dell’inverno se lo porti via subito, in pochi giorni. Come una volta, quando di stagioni ce n’erano quattro.
E questo autunno mi piace immaginarlo sorridente di stupore, caldo di crema alla zucca, accogliente nell’abbraccio di una coperta, colorato del canto delle foglie sotto le scarpe, rosso di vino buono, con gli occhi scuri.
Ma l’autunno, si sa, è anche Foddstock. È Ferrara invasa dalle scampanellate dei ciclisti etilici. È la nebbia che non c’è se non c’è qualcuno. È la musica, la sfiga, la gioia, sorrisi e abbracci di persone vive, reali, presenti. E l’immancabile gara delle torte. Per quanto mi riguarda, i
biscotti della sfiga si fanno così:

225 g. di farina
130 g. di zucchero
175 g. di burro
1 tuorlo
40 g. di cacao amaro
zenzero e/o cannella e/o peperoncino in polvere.. insomma, aromatizzate come preferite

Setacciare la farina, il cacao e gli aromi e mescolarli allo zucchero. Unire il burro ammorbidito e il tuorlo. Impastare velocemente amalgamando bene gli ingredienti. Formare dei salsicciotti spessi circa un dito indice, tagliandoli della lunghezza di 15-20cm. I salsicciotti vanno arrotolati in verticale, formando una specie di turbante. Lasciare riposare in frigo per un’ora, poi cuocere a 180° per 15 minuti. Sfornare e lasciar raffreddare e infine, decorare a piacere. Io c’ho messo gli occhietti di marzapane e frutti canditi.. voi, liberate la fantasia!

2 dicembre 2008

Scampoli novembrini

Filed under: Cuciniamo insieme,pensierifluidi — franpiedifreddi @ 14:17
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Mentre le radio continuano a ricordarci, ahimè, che aha novembre la città si accende in un istante, sommerso dalla neve è arrivato, imperterrito, anche dicembre..
Io non scrivo quasi più nulla, ma voi continuate a cercare qualcosina da leggere.. e allora vi accontento, dato che non può essere abitudine dicembre senza te (dannate hits!).. La filastrocca dei mesi che m’insegnò la mia maestra unica delle elementari non diceva così.. vent’anni fa o giù di lì si cantilenava che novembre porta i fiori al camposanto e dicembre culla i semi sotto il manto.. ah, signora mia!
Oggi però non volevo barcamenarmi a parlare di mezze stagioni ma approfittare di questo spazio per lasciare ai posteri, ad imperitura memoria, le indicazioni per la preparazione della squisitezza che ha partecipato alla consueta Gara delle Torte del Foddstck 2008, circa un mesetto fa.
Il mio “Arcobaleno transoceanico”, dall’Irlanda a Cuba, passando per Ferrara è una dolcezza facile facile, a base di ingredienti rigorosamente biologici, equi e solidali, come regolamento vuole: Guinness originale da Dubbblino e cacao grezzo di Barracoa, Cuba. Magari un giorno vi racconterò di come del cacao grezzo di Barracoa è finito nella mia dispensa..

Ingredienti per la torta: 
50 g cacao grezzo in polvere da Barracoa (in alternativa potete usare del cacao in polvere equo e solidale)
200 ml di Guinness dall’Irlanda
275 g zucchero di canna equo e solidale
175 g farina
174 g lievito
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
110 g burro di malga
2 uova del contadino
m&m’s per decorare

Per la crema:
110 g cioccolato grezzo da Barracoa (in alternativa potete usare del cioccolato fondente equo e solidale)
2 cucchiai di birra (sempre quella dall’Irlanda)
110 g zucchero a velo (rubato dalla scatola del pandoro della coop preso per Natale)
50 g  burro ammorbidito (sempre quello di malga)
25 g noci del noce di casa

Per preparare l’impasto della dolcezza, lavorare il burro e lo zucchero con lo sbattitore e aggiungere un uovo alla volta, continuando a mescolare gli ingredienti. Aggiungere la farina setacciata, il cacao, il lievito e il bicarbonato. Amalgamare gli ingredienti aggiungendo la birra.
Infornare a 180° e cuocere per 35-40 minuti.
Per preparare la crema, sciogliere il cioccolato a bagnomaria e lasciarlo intiepidire. Lavorare il burro e lo zucchero a velo con lo sbattitore. Unire la birra e il cioccolato fuso.
Prelevare 1/3 della crema e aggiungere le noci tritate.
Una volta sfornata la torta la si lascia raffreddare un pochetto. La si divide poi in due dischi. Spalmare la crema con le noci sulla base e ricoprirla con l’altro disco. Ricoprire con la  crema rimanente la superficie e decorare a piacere.

Vi faccio una piccola confessione.. Quella sera non avevo il bicarbonato di sodio a casa, non ce l’ho messo e qualcosa non ha funzionato.. la torta non è lievitata e non sono riuscita a tagliarla in due dischi.. Il risultato è stato comunque buono.. la torta ha vinto il premio della pazienza.. Chissà se un giorno i giurati ne spiegheranno la ragione..
Ah, lo sapevate che la cottura a bagnomaria se l’è inventata un’alchimista dell’alto Medioevo, Maria la Giudea. Uìchipedia dice che Maria la Giudea abbia sperimentato il metodo del bagno in acqua (Balneum Mariae) per imitare le condizioni naturali e riscaldare lentamente miscele di varie sostanze (elisir) e produrre in questo modo oro o altri metalli preziosi.. Gajardo! Io c’ho solo sciolto il cioccolato..

7 novembre 2007

Punk Pictures & Torte di mele

Foto, foto e ancora foto, rubacchiate al buon vecchio Matley e sistemate a dovere nell’apposito contenitore, un po’ più giù, lì, a destra. Immagini di un fine settimana un po’ punk, un po’ folk, un po’ vintage, un po’ noglobal.. tra le gesta atletiche della Polisportiva IG e gli abbracci di un po’ di GF, gare etilico-ciclistiche (con “Presidenti” d’eccezione), culinarie (con sfidanti impareggiabili), musicali (Sarabanda “fischiata” non fa proprio per me..), il tutto in una cornice un po’ magica e un po’ fuori dai soliti percorsi: un casolare della bassa ferrarese, normalmente circondato dalle nebbie novembrine e per una volta illuminato da un delizioso sole tiepido, ed un enorme tendone con panche e tavoli di legno,  l’angolo bar e l’angolo delle proposte eque e solidali, cibo e vino a volontà, il palco e lo spazio per ballare… una specie di festa dell’Unità, ma senza i DS, come qualcuno ha brillantemente suggerito! ;o)
E, come promesso ai più, attendendo scrupolosamente alla mia dottrina sulla libera diffusione e condivisione delle ricette, ecco le istruzioni che ho più o meno seguito per la realizzazione dei manicaretti partecipanti alla gara delle torte.


Torta di mele, con amaretti e noci (la definizione della Ari era deliziosa, ma non la ricordo… buuu)

150gr di farina che lievita, 100g farina 00, 2 uova, 150gr di zucchero, 100gr di burro, 800gr di mele, 100gr di amaretti, 200gr di noci, cannella in polvere a volontà

Sbattere le uova con lo zucchero e il burro ammorbidito. Aggiungere la farina setacciata e mescolare fino ad ottenere un composto morbido. Aggiungere le mele sbucciate ed affettate, metà delle noci a pezzetti e un po’ di cannella. Imburrare una teglia da forno e versare il composto pareggiandolo con cura. Aggiungete sopra il resto delle noci e gli amaretti sbriciolati. Mettere in forno caldo a 160° per circa 40 minuti. Servire con una spolverata di cannella.

Sacher del Sorriso (ovvero una personale imitazione della più nota Sacher Torte di Vienna, coperta, però da copyright)

150 gr di farina, 150 gr di cioccolato fondente (almeno 75% e rigorosamente equo e solidale), 150 gr di burro, 150 gr di zucchero, 5 uova, marmellata di albicocche per la farcitura,
100 gr cioccolato fondente e 70 gr di zucchero per la copertura.

Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente insieme a 2 cucchiai di acqua e lasciarlo raffreddare.
Lavorare in una terrina i tuorli d’uovo, lo zucchero e il burro ammorbidito. Aggiungere il ciccolato raffreddato e gli albumi montati a neve. Setacciare sul composto la farina e mescolare dall’alto verso il basso, avendo cura di amalgamare bene. Imburrare e infarinare una tortiera (meglio se da 26 cm), versarvi dentro il composto, livellare la superficie e infornare a 150 gradi per 30 minuti. A cottura ultimata, lasciare raffreddare la torta sulla gratella.
Tagliarla in 2 dischi di uguale spessore. Spalmare sul disco inferiore la marmellata di albicocche, lasciandone un paio di cucchiai da parte. Coprire con l’altro disco.
Preparare la glassa facendo sciogliere in una casseruola, preferibilmente a bagnomaria, il cioccolato, l’acqua e lo zucchero.
Far sciogliere la marmellata lasciata da parte e spennellarla sulla superficie della torta. Versarvi, poi, la glassa stendendola con la lama di un coltello. Lasciarla solidificare a temperatura ambiente.

E aspetto le ricette degli sfidanti!!

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