pensierifluidi

31 agosto 2010

Una lista delle cose che..

Filed under: pensierifluidi — franpiedifreddi @ 22:14
Tags: , , , , ,
.. di recente mi hanno commosso, fatto venire il magone, la pelle d'oca, le farfalle nella pancia, gli occhi lucidi.. insomma, ci siamo capiti.
  • Eddie Gomez che suona Love Letter (to my father) nella piazza di Mori, l'altra domenica
  • leggere Meccanica Celeste di Maurizio Maggiani
  • questo post e anche questo e, naturalmente, questo..
  • rivedere Di madre in figlia con mia nonna
  • la scena finale di Lost 6×14
  • Carmen Consoli e Quello che sento ai Suoni delle Dolomiti
  • la luce che c'è alle sette del mattino sull'Altopiano di Asiago
  • rivedere I ponti di Madison County (sì, d'accordo.. questa me la sono cercata, manco l'hanno dato in tv.. e chi sa, capisce..)
  • vedere alcuni scatti fatti un anno fa dall'altra parte del mondo diventare una specie di documentario..
  • il pensiero del gesto ripetuto e, immagino, istintivo, di raddrizzare le gambe del mio tavolino Lack Ikea nero..
.. e poi ce ne sono altre che ora non mi vengono in mente, che questo è un tempo un po' così, di quelli con la voglia di fare progetti tipica del settembre che arriva, il solito desiderio di volo ma i pensieri un po' a senso unico, il freno a mano tirato.
Annunci

11 dicembre 2009

Do you know it’s Christmas time at all?

Filed under: pensierifluidi — franpiedifreddi @ 14:33
Tags: , , , ,

In questo dicembre c’è qualcosa che non va.
Un anno fa mi divertivo a sfornare biscotti di zenzero e cannella, inondare le stanze di colori e profumi natalizi. Le luci, gli addobbi, le carte colorate, i pensierini.
La mente sgombra, la casa più grande, le lenzuola pulite. E c’era la neve.
Ma in questo dicembre c’è qualcosa che non va.
Mancano molte cose, prima tra tutte lo slancio nei confronti delle imminenti festività. Non mi va di preprare i biscotti, non mi va di preparare i consueti pensieri manufatti. Non mi va di trascinarmi per le strade luminose, vetrine e commesse luccicanti. Sarà che di recente ho ascoltato più volentieri gli
Zen Circus che il vecchio Bob.
Sarà che non fa poi così freddo, e che, aspettative o no, questa sarà la trentesima replica della stessa puntata di una fiction trasmessa ogni anno, il 25 dicembre o giù di lì. Sarà che sono un po’ stanca.
Però ieri ho ritrovato un ricordo degli anni ’80. Per tutto il giorno ho rincorso i versi della
Poesia di Natale di Bertoli. La ascoltavo da bimba, in questo periodo: stava registrata in una cassettina tipo questa ma rossa. Mi piaceva sentirla in macchina, quando si andava a trovare i parenti, facendo a gara con mia sorella a chi vedeva più alberi addobbati di luci colorate. O quando il babbo mi portava alla Standa a comprare due o tre statuine nuove per il presepe. Oppure a casa, col mio vecchio mangiacassette, ritagliando cristalli di neve cartacei e colorando stelle di natale, il profumo del muschio fresco tutto intorno.
Insomma, ieri Pierangelo Bertoli è stato il mio spirito del natale passato. Non mi ha convinta a sfornare biscotti ma, perlomeno, mi ha accompagnata in cantina, abbiamo recuperato i paramenti festaioli e, ascoltandoci il vecchio Bob, abbiamo decorato l’alberello.
Sta per cominciare la fiction.. Gli auguri di buone feste ve li farò al tempo giusto, per ora penso a me e..
have myself a merry little christmas.

18 aprile 2008

Aprile

Filed under: pensierifluidi — franpiedifreddi @ 11:25
Tags: , , , ,

Ma dove sono andate quelle piogge d’aprile
che in mezz’ ora lavavano un’anima o una strada
e lucidavano in fretta un pensiero o un cortile
bucando la terra dura e nuova come una spada?

… stanno tutte qua, concentrate nel pezzo di cielo che sta sopra Trento. Piove anche oggi.
E pensare che la filastrocca dei mesi imparata alle elementari recitava “aprile, com’è dolce questo sole”…

E ora viviamo in questa stagione di mezzo,
spaccata e offesa da giorni agonizzanti e disperati,
lungo i quali anche i migliori si danno un prezzo
e ti si seccano attorno i vecchi amori sciagurati,
dove senza più storia giriamo il mondo
ricercando soltanto un momento sincero,
col desiderio inconscio di arrivare più in fondo per essere più vero…

… la sensazione post-politiche di qualche giorno fa permane…

Ma dove sono andate quelle piogge d’ aprile?
Io qui le aspetto come uno schiaffo improvviso,
come un gesto, un urlo o un umore sottile
fino ad esserne intriso,
io chiedo che cadano ancora
sul mio orizzonte angusto e avaro di queste voglie corsare,
per darmi un’occasione ladra, un infinito
o un ponte per ricominciare…

E dopo inani discorsi sul tempo (ah, signora mia!… ), buon fine settimana a tutti!

17 aprile 2008

A grande richiesta

Filed under: pensierifluidi — franpiedifreddi @ 00:55
Tags: , ,

… il testo della canzone dei Bamboleo, La que manda, secondo me… =)

¡mujeres!
¿quién manda?
¡nosotras!

Si te están cayendo los pantalones ahora los llevo yo
ya tú no mandas en la casa, la que manda soy yo.

Ya no puedo más seguir haciéndote caso
porque la cosa va rumbo al fracaso
yo soy la que tiene la luz, yo soy la que tiene la che
yo soy la que tiene en sazón que a tus amigos le gustan
y si te disgusta tú eres él que tiene la culpa.

Si te están cayendo los pantalones…

Dimes que cosa tu has hecho por salvar esta situación
Yo siempre le hecho creer a la gente que eres el mejor
pero tu faja no aprieta te se aflojó el pantalón
y como llevo tu talla ahora me lo pongo yo

Si te están cayendo los pantalones…

Si te están cayendo los pantalones    tienes que apretarte los cinturones
Ya  tu no mandas en la casa            oh ye ye en mi casa la que manda soy yo

Si te están cayendo los pantalones mira que se cayen, mira que se cayen, mira que se cayen
Ya  tu no mandas en la casa     niño, ¡calabaza calabaza!   Si no te gusta ¡vaya pa’ tu casa!

Yo soy la que soy        
yo soy
Yo soy la que manda     la que manda
y si no te gusta           si a ti no te gusta
haced una demanda      haced una demanda

Yo soy la que soy         yo soy
Yo soy la que manda     la que manda
y si no te gusta           si a ti no te gusta
haced una demanda      haced una demanda, ¡mano pa’ arriba mi amada! ¡Fiesta!

Yo soy la que manda     ¡Vamos pa’ allá!
haced una demanda       yo te lo dije
yo soy la que manda     yo soy yo soy yo soy
haced una demanda      a la hora que tu quieras
yo soy la que manda
haced una demanda        si tu veras tu veras

Aye aye aye aye aye
suename la trompeta a mi se me respeta
,    mano pa’ arriva
Aye aye aye aye aye
suename la trompeta a mi se me respeta
,    vamos Bamboleo, pero sueña

suename  la trompeta     ahah ja te lo dije muchacho, si no sabes
a mi se me respeta        no te metas
suename  la trompeta
a mi se me respeta        Bamboleo, Bamboleo muy bien, oye
suename la trompeta      vamos
a mi se me respeta        en mi casa mando yo, en mi casa mando yo oye
suename la trompeta      en mi casa mando yo, en mi casa mando yo
a mi se me respeta        andas
suename la trompeta
a mi se me respeta        ¿aprendiste?

27 febbraio 2007

Episodios tangueros [2]

Coppia che sta silenziosa, un po’ rigida e in posa, a ballare, una sera:
la vita è solo una cosa rimasta indietro non c’è più, ma c’era;
composta e indomenicata, eleganza sfuocata raggiunta a fatica,
l’oggi ha cambiato facciata, ma di quell’ieri passato io so
che tante ne potreste raccontare e il ricordo stempera e non guasta
quante cose e facce da narrare che come si dice un romanzo non basta,
nate con un rapido "a domani", continuate in giorni di "si" e "no",
lampi sotto cieli suburbani e raffica il tango che vi presentò…

Lui biella, stantuffo, leva, muscoli, grinta, officina, sole
lei, lei quiete, chitarra, vela, segreti, donna, calore, viole,
lui bar, alcol ,nicotina, capelli indietro, cravatta, bici,
lei, lei rayon, lei signorina, la permanente coi ricci…

Coppia di fronte a un bianchino, anonimo vino frizzante anidride:
la vita che buffa cosa, ma se lo dici nessuno ride.
Coppia legata dai giorni, partenze e ritorni, fortezza e catena,
datemi i vostri ricordi, ditemi che ne valeva la pena…

Ora le luci son spente, sta uscendo la gente, saluti e rumore,
ditemi che avete in mente, come una volta, di fare l’ amore,
quello che è stato un segreto di un prato o di un greto, del buio di un viale,
quel gioco ardente e discreto, da allora sempre diverso ed uguale…
chi lo sa se ciò che è da cercare, ciò che non sai mai se vuoi o non vuoi,
sia così banale da trovare, sia lungo ogni strada, sia a fianco di noi,
perso in tante scatole di odori, angoli e tendine che non so

impronte di paesaggi e di colori, manciata di un tango che vi accompagnò…

Lui biella, stantuffo, leva, muscoli, grinta, officina, sole
lei, lei quiete, chitarra, vela, segreti, donna, calore, viole,
lui bar, alcol, nicotina, capelli indietro, cravatta, bici,
lei, lei rayon, lei signorina, lei, lei…

                                                                [Francesco Guccini, 1990]

Blog su WordPress.com.