pensierifluidi

24 aprile 2013

Quel giorno d’Aprile

Filed under: Memorie e Resistenze,Pagine sparse — franpiedifreddi @ 20:37

..suona ancora per tutti campana e non stai su nessun campanile
perché dentro di noi troppo in fretta ci allontana
quel giorno di aprile.

[Festeggiate domani, e festeggiamo bene!]

 

1 giugno 2012

Costruire

Qualche giorno fa, aspettando il TG della notte, è apparsa sullo schermo Lella Costa.

Ascoltando il suo monologo mi è venuto in mente di quando il frusto Piccolo Principe era un libro di riferimento, di quelli da mettere nella lista dei dieci libri che ti hanno cambiato la vita. Già allora ero convinta che, mio malgrado, col passare del tempo mi sarei interessata più di cifre, occupata di cose serie, io, senza mai imparare a vedere le pecore attraverso le cassette e relegando il libricino allo scaffale più scomodo della libreria. E così è stato.

Ma continuano a piacermi le storie raccontate.

Con la sua seppur banale e scontata, Lella Costa, ha toccato la più tenace delle mie cause d’insonnia: il creare, costruire qualcosa, pensare a progetti futuribili. Diversamente a James Stewart in La vita è meravigliosa, qui l’angelo Clarence non appare e il non riuscire a realizzare quei sogni cercando di essere felici lo stesso diventa sempre più faticoso.

Si è risvegliata la nostalgia di una sensazione mai veramente provata, il sentirsi perfettamente addomesticati.

1 aprile 2012

It’s hard..

Stamattina sembrava novembre e, nella mia testa, risuonava questo:

 

..it’s hard to kill a bad thing but it’s hardest to kill a good one..

Poi il vento ha spazzato via le nuvole ed è tornato il sole.

2 febbraio 2012

Cose in comune

Filed under: Pagine sparse,pensierifluidi — franpiedifreddi @ 15:32
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Stamattina, per via della neve, ho preso l’autobus per andare al lavoro. No, non ci sono strade bloccate o tormente siberiane, ma ieri sera ho trovato un buon parcheggio per la macchina e non mi andava di spostarla.

Durante il viaggio ho letto questa cosa di Paolo Nori e ho pensato che a volte capita di avere molte cose e abitudini  e stati d’animo in comune con la pagina di un libro.

 

   Lo sai cosa penso, quando sono a casa che mangio? Penso che con questi spaghetti seiecinquanta e con il sugo Barilla millenovesettanta, mi faccio delle paste come si deve, devo dire.
   Di notte, cosa faccio? Di notte ascolto la radio. Cosa ascolto? Ascolto della musica. Ascolto degli scrittori che leggono i libri. Che libri leggono? Leggono i libri che gli piacciono.
   Allora io, generalmente, non lo so, se ho fiducia o no. Hai fiducia nel prossimo? Non lo so. Dipende. Hai fiducia nelle autorità? No. Hai fiducia nel futuro? Vedremo. Hai fiducia nell’Europa? No. Hai fiducia nel sindacato? No. Hai fiducia nel mercato? No. E allora, in cosa hai fiducia? Ho fiducia nell’udito. Nell’udito? Sì. Che udito? Il mio.
   In una voce ci sono già un sacco di cose. Nel suono di una voce, ci sono già tutte le cose che quella voce può dire. Non solo. Una voce, se è brutta, non può dire niente di bello. Una cosa bella detta da una voce brutta, mai successo. E viceversa. Ne ho sentita una, di queste voci, per radio. Lo sai come sono queste voci? Non lo sai. Sono piene di buoni sentimenti. Tanto buono, quello che legge. Buonissimo. Io, le persone buonissime, non ho fiducia. Anzi. Io, di persone buonissime, non ne conosco. Mai incontrato, uno buonissimo. Gente con la voce piena di buoni sentimenti, sì. Non mi piacciono.
   Questo qui è uno scrittore che legge un libro che gli piace, e quel libro piace anche a me. Ma lo legge con una voce che fa schifo, quel libro.
   Allora vado a letto prima, stanotte, a leggere i libri in silenzio. Poi spengo la luce, mi stendo, sai cosa penso? E questa solitudine? penso. Questa solitudine di spaghetti, di trasmissioni radiofoniche? Eh? Delle volte, mi dico.

(Bassotuba non c’è, Paolo Nori)

19 dicembre 2011

Non tutti sono giorni di sole

Filed under: Pagine sparse,pensierifluidi — franpiedifreddi @ 07:16
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Se eu pudesse trincar a terra toda
E sentir-lhe um paladar,
Seria mais feliz um momento…
Mas eu nem sempre quero ser feliz.
É preciso ser de vez em quando infeliz
Para se poder ser natural…

Nem tudo é dias de sol,
E a chuva, quando falta muito, pede-se.
Por isso tomo a infelicidade com a felicidade
Naturalmente, como quem não estranha
Que haja montanhas e planícies
E que haja rochedos e erva…

O que é preciso é ser-se natural e calmo
Na felicidade ou na infelicidade,
Sentir como quem olha,
Pensar como quem anda,
E quando se vai morrer, lembrar-se de que o dia morre,
E que o poente é belo e é bela a noite que fica…
Assim é e assim seja…

Fernando Pessoa

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