pensierifluidi

1 giugno 2012

Costruire

Qualche giorno fa, aspettando il TG della notte, è apparsa sullo schermo Lella Costa.

Ascoltando il suo monologo mi è venuto in mente di quando il frusto Piccolo Principe era un libro di riferimento, di quelli da mettere nella lista dei dieci libri che ti hanno cambiato la vita. Già allora ero convinta che, mio malgrado, col passare del tempo mi sarei interessata più di cifre, occupata di cose serie, io, senza mai imparare a vedere le pecore attraverso le cassette e relegando il libricino allo scaffale più scomodo della libreria. E così è stato.

Ma continuano a piacermi le storie raccontate.

Con la sua seppur banale e scontata, Lella Costa, ha toccato la più tenace delle mie cause d’insonnia: il creare, costruire qualcosa, pensare a progetti futuribili. Diversamente a James Stewart in La vita è meravigliosa, qui l’angelo Clarence non appare e il non riuscire a realizzare quei sogni cercando di essere felici lo stesso diventa sempre più faticoso.

Si è risvegliata la nostalgia di una sensazione mai veramente provata, il sentirsi perfettamente addomesticati.

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