pensierifluidi

22 dicembre 2009

Piccolo spazio pubblicità

Filed under: pensierifluidi — franpiedifreddi @ 11:39
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Pubblicizzo me medesima e un webmagazine che ospiterà qualcuno dei miei raccontini nella rubrica "Mente affollata e calze smagliate", piccoli ed apparentemente insignificanti drammi quotidiani, storie consuete di noi donne che non ci sappiamo proprio stare con la testa vuota, che c'è sempre qualcosa da pensare, ricordare, capire..
La prima pubblicazione è
questa.

Buona lettura!

————–

Il treno è partito in orario, quella notte. E l’attesa è stata breve, nel viavai affollato di quella stazione di provincia, chiacchierando del più e del meno coi suoi giovani vecchi. Avrebbe preferito passare quei pochi minuti da sola, seduta sul marmo gelido della panchina, solo una sigaretta. Iniziare il viaggio così, in silenzio, riordinando un po’ i pensieri.
Ecco il treno, vado. Due baci discreti, massima manifestazione d’affetto che, ormai, condividono da anni. Stai attenta. Sì, tranquilli.
Un sorriso, il suo. Lo sguardo cupo, il padre. L’insoddisfazione agli angoli della bocca, la madre.
Preferisce non accorgersene. Preferisce non pensare a loro, non stavolta. Sceglie la leggerezza di pensieri lievi mentre si sistema al suo posto.
Nello scompartimento già pieno dormono tutti. È buio. Perfetto, pensa, mentre le luci della stazione restano indietro.
Now is the hour. La giusta colonna sonora. In pochi istanti i pensieri prendono lo stesso binario del treno, ma nella direzione opposta, verso nord. È quello che voleva. Lasciarsi accarezzare dal velluto delle note, abbattere ogni difesa, ogni piccola, insignificante consuetudine. Come quella sera. Chiude gli occhi.
Ti sta guardando.. here’s looking at you.
Si sta bene qui, in questo abbraccio. Le sussurra, cullandola lentamente in quel ballo sospeso, lì, in un sogno, come camminare nel silenzio ovattato della neve..
Non senti più freddo, vero? No.. gli sorride. Quella musica malinconica e crepuscolare, tenera ed avvolgente non vuole farle del male.
È questo il momento. Fuggono via così, per tutta la notte, fiocchi leggeri fluttuanti, e quando la brezza si placa, si addormentano, con la mano sinistra di Dio sul cuore.
 
 
La cura
Quem tivesse um amor, nesta noite de lua,
para pensar um belo pensamento
e pousá-lo no vento!
Quem tivesse um amor – longe, certo e impossível –
para se ver chorando, e gostar de chorar,
e adormecer de lágrimas e luar!
Quem tivesse um amor, e, entre o mar e as estrelas,
partisse por nuvens, dormentes e acordado,
levitando apenas, pelo amor levado…
Quem tivesse um amor, sem dúvida nem mácula,
sem antes nem depois: verdade e alegoria…
Ah! quem tivesse… (Mas, quem teve? quem teria?)
 
Lentamente, apre gli occhi. Domani è arrivato.. il treno fila veloce verso sud mentre i pensieri della notte si rincorrono lieti verso il nuovo giorno, come le grida sbarazzine dei bimbi nelle loro biciclette colorate.
Poi scende. Leggera e pronta. Si avvia con calma verso il binario della metropolitana, addentando a piccoli morsi la focaccia alle olive.
Il treno è arrivato in orario, quel mattino.
 
Musica: Charlie Haden Quartet West, Now Is The Hour, Verve Gitanes (1995)
Poesia: Cecília Meireles

 

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