pensierifluidi

17 settembre 2009

A Pambamarca

Filed under: 2009 - Ecuador,pensierifluidi — franpiedifreddi @ 21:07
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Potrebbe trattarsi di un paesaggio toscano autunnale di dolci colline brulle, se non fosse per questa sensazione di smisurata vastità – e di solitudine di uomini e animali davanti all’infinito – che è in questa America, la cosa che prima di ogni altra ti emoziona: l’estensione cosmica in proporzione alla scarsezza della sua popolazione, nonostante le masse che si accalcano in alcune città.
Arriviamo poco prima delle 7:30. Oggi è il primo giorno di scuola ma non ci sarà lezione: le maestre- o meglio, profesoras – salutano i genitori e i bimbi e presentano i due nuovi praticanti. Poi viene il turno di Fernando, collaboratore di Pachamama, che ribadisce la disponibilità dell’associazione a sostenere la scuola richiedendo, allo stesso tempo, l’impegno dei genitori affinché continuino a mandare a studiare i propri figli, dal primo all’ultimo grado obbligatorio, cosa per nulla scontata. E infatti sono molti gli assenti. E’ lunedì e probabilmente sono scesi a Cayambe, a lavorare nelle serre di fiori, quei fiori che quotidianamente viaggiano in aereo verso l’Europa e gli Stati Uniti.
E’ vero quello che si dice sui serranos, quelli che vivono quassù sulla sierra.. sono riservati, cortesi si’, ma riservati. Parlano poco, a bassissima voce, solo poche frasi di saluto, il minimo richiesto dalla buona educazione che, di certo, non manca. I bambini mi guardano incuriositi e intimoriti allo stesso tempo.. chissà che pensano di questa viso pallido che passa il tempo a scattare foto, chiedere nomi ed eta, cercare di chiacchierare e dispensare sorrisi..
I bambini di qui hanno occhi grandi, enormi, profondi. Incantano. Potrei guardarli per ore senza distogliere lo sguardo per cercare di cogliere qualcosa, qualsiasi cosa si celi in fondo a quei laghi scuri. Sono timidi, i bimbi di Pambamarca. Non ti saltano al collo al primo incontro in cerca di un abbraccio.. stanno al loro posto, appoggiati ad un muro per ripararsi dal vento, ti guardano, ricambiano un sorriso e abbassano lo sguardo, oppure corrono a nascondersi.
I bimbi di Pambamarca hanno occhi grandi e profondi e guance rosse e screpolate dal sole, dal vento e dal freddo. Sono piccoli, ma già hanno il portamento dei grandi. I maschietti camminano allo stesso modo dei loro padri, come dei gauchos, dondolando leggermente ad ogni passo.. le bimbe, invece, nelle loro gonne e sciarpe colorate, le scarpine a punta impolverate, camminano col mento alto, fiere e decise come le loro madri, nonostante l’immancabile carico sulle spalle.
Camminano e corrono di continuo, su e giù, su e giù per le colline e i sentieri della comunità, rincorrendo un pallone o un cerchio, accompagnando animali al pascolo, raccogliendo legna insieme ai genitori, sorridendo, avvolti dall’ennesima nuvola di polvere alzata dal vento. Chissà di che colore sono i loro polmoni..

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2 commenti »

  1. l’ho letto, molto bello

    Commento di utente anonimo — 20 settembre 2009 @ 17:03 | Rispondi

  2. l’ho letto, molto bello, ma non ho lasciato il nome perchè sono un imbranato. bacio, stefano

    Commento di utente anonimo — 20 settembre 2009 @ 17:04 | Rispondi


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